“Ciao nonno, ho perso il telefono”: arriva lo Smishing, l’evoluzione delle truffe via messaggio

30 Aprile 2026

Qualche tempo fa abbiamo imparato a conoscere il Phishing, ovvero quei tentativi di inganno che arrivano tramite la posta elettronica per rubarci dati e password (se te lo sei perso, puoi leggere qui il nostro articolo sul Phishing).

Oggi però i truffatori hanno fatto un passo avanti. Sanno che controlliamo lo smartphone molto più spesso del computer e che tendiamo a fidarci di più di un messaggio che arriva sul nostro numero privato. Questa nuova variante si chiama Smishing.

Il nome cambia, ma l’obiettivo è lo stesso: “pescare” le nostre informazioni personali. Secondo i dati più recenti della Polizia Postale, i casi di questo tipo sono in forte aumento e rappresentano oggi una delle minacce digitali più diffuse per gli over 60.

Cos’è esattamente lo Smishing?

Se il phishing usa le email, lo smishing usa gli SMS o i messaggi su WhatsApp. È un inganno molto efficace perché gioca sulla nostra quotidianità. Mentre un’email sospetta spesso viene ignorata, un messaggio che appare sul display del telefono cattura subito la nostra attenzione e ci fa sentire quasi obbligati a rispondere, specialmente se il mittente sembra essere qualcuno che conosciamo.

La trappola più comune: “Ciao nonno, questo è il mio nuovo numero”

La Polizia Postale segnala che gran parte di queste truffe avviene oggi su WhatsApp. Il messaggio tipico è studiato per colpire dritto al cuore:

“Ciao nonno, ho rotto il telefono e questo è il mio nuovo numero. Puoi salvarlo? Ho un’urgenza e non riesco a fare un pagamento, mi daresti una mano?”

È una trappola perfetta perché sfrutta l’affetto per i nipoti e il senso di urgenza. Il truffatore finge che ci sia un problema immediato per non lasciarci il tempo di riflettere, spingendoci a fare un bonifico o a ricaricare una carta prepagata.

Come proteggersi: quattro cose da fare

Proprio come per le email, la difesa migliore è la calma. Ecco cosa fare:

  1. Prima di rispondere, chiama il vecchio numero. Se un parente ti scrive da un numero che non riconosci chiedendo soldi, non agire d’impulso: chiama la persona sul numero che hai già salvato in rubrica. Se non risponde, contatta un altro membro della famiglia per verificare.
  2. Metti alla prova il mittente. Fai una domanda a cui solo il tuo vero nipote saprebbe rispondere: il nome del suo cane, un ricordo di famiglia, un soprannome. Un truffatore non avrà mai la risposta giusta. Ancora meglio: concorda in anticipo con i tuoi cari una “parola d’ordine” da usare proprio in questi casi.
  3. Non toccare i link nel messaggio. Se il testo contiene un link che rimanda a siti di banche o delle Poste, non aprirlo. Ricordati che le istituzioni non chiedono mai dati sensibili via SMS o WhatsApp.
  4. Prenditi sempre il tempo che ti serve. L’urgenza è la vera arma del truffatore. Nessuna situazione reale richiede di inviare denaro in pochi minuti senza poter parlare con qualcuno.

Cosa fare se hai dei dubbi o sei già caduto nella trappola?

Le truffe digitali sono ormai così sofisticate che caderci non è una colpa: i truffatori sono veri professionisti dell’inganno. Se pensi di aver condiviso dati su un sito sospetto o hai inviato del denaro:

  • Chiama subito la tua banca per bloccare le operazioni.
  • Segnala l’accaduto alla Polizia Postale, anche online: puoi farlo direttamente dal sito commissariatodips.it, senza dover uscire di casa.

Ricorda: la tecnologia è una grande risorsa, e un pizzico di prudenza è il modo migliore per continuare a godersela in tutta tranquillità.