“Ciao nonno, ho perso il telefono”: arriva lo Smishing, l’evoluzione delle truffe via messaggio
Qualche tempo fa abbiamo imparato a conoscere il Phishing, ovvero quei tentativi di inganno che arrivano tramite la posta elettronica per rubarci dati e password (se te lo sei perso, puoi leggere qui il nostro articolo sul Phishing).
Oggi però i truffatori hanno fatto un passo avanti. Sanno che controlliamo lo smartphone molto più spesso del computer e che tendiamo a fidarci di più di un messaggio che arriva sul nostro numero privato. Questa nuova variante si chiama Smishing.
Il nome cambia, ma l’obiettivo è lo stesso: “pescare” le nostre informazioni personali. Secondo i dati più recenti della Polizia Postale, i casi di questo tipo sono in forte aumento e rappresentano oggi una delle minacce digitali più diffuse per gli over 60.
Cos’è esattamente lo Smishing?
Se il phishing usa le email, lo smishing usa gli SMS o i messaggi su WhatsApp. È un inganno molto efficace perché gioca sulla nostra quotidianità. Mentre un’email sospetta spesso viene ignorata, un messaggio che appare sul display del telefono cattura subito la nostra attenzione e ci fa sentire quasi obbligati a rispondere, specialmente se il mittente sembra essere qualcuno che conosciamo.
La trappola più comune: “Ciao nonno, questo è il mio nuovo numero”
La Polizia Postale segnala che gran parte di queste truffe avviene oggi su WhatsApp. Il messaggio tipico è studiato per colpire dritto al cuore:
“Ciao nonno, ho rotto il telefono e questo è il mio nuovo numero. Puoi salvarlo? Ho un’urgenza e non riesco a fare un pagamento, mi daresti una mano?”
È una trappola perfetta perché sfrutta l’affetto per i nipoti e il senso di urgenza. Il truffatore finge che ci sia un problema immediato per non lasciarci il tempo di riflettere, spingendoci a fare un bonifico o a ricaricare una carta prepagata.
Come proteggersi: quattro cose da fare
Proprio come per le email, la difesa migliore è la calma. Ecco cosa fare:
- Prima di rispondere, chiama il vecchio numero. Se un parente ti scrive da un numero che non riconosci chiedendo soldi, non agire d’impulso: chiama la persona sul numero che hai già salvato in rubrica. Se non risponde, contatta un altro membro della famiglia per verificare.
- Metti alla prova il mittente. Fai una domanda a cui solo il tuo vero nipote saprebbe rispondere: il nome del suo cane, un ricordo di famiglia, un soprannome. Un truffatore non avrà mai la risposta giusta. Ancora meglio: concorda in anticipo con i tuoi cari una “parola d’ordine” da usare proprio in questi casi.
- Non toccare i link nel messaggio. Se il testo contiene un link che rimanda a siti di banche o delle Poste, non aprirlo. Ricordati che le istituzioni non chiedono mai dati sensibili via SMS o WhatsApp.
- Prenditi sempre il tempo che ti serve. L’urgenza è la vera arma del truffatore. Nessuna situazione reale richiede di inviare denaro in pochi minuti senza poter parlare con qualcuno.
Cosa fare se hai dei dubbi o sei già caduto nella trappola?
Le truffe digitali sono ormai così sofisticate che caderci non è una colpa: i truffatori sono veri professionisti dell’inganno. Se pensi di aver condiviso dati su un sito sospetto o hai inviato del denaro:
- Chiama subito la tua banca per bloccare le operazioni.
- Segnala l’accaduto alla Polizia Postale, anche online: puoi farlo direttamente dal sito commissariatodips.it, senza dover uscire di casa.
Ricorda: la tecnologia è una grande risorsa, e un pizzico di prudenza è il modo migliore per continuare a godersela in tutta tranquillità.



