Estate in arrivo: come giocare d’anticipo sul tempo libero
Ancora poche settimane e la campanella suonerà per l’ultima volta. Per i nostri figli e figlie si apriranno tre mesi di libertà; per noi genitori, tre mesi in cui dovremo inventarci risposte nuove a una domanda: cosa fanno tutto il giorno? Sappiamo cosa stai pensando: schermi accesi dalla mattina alla sera, noia che si trasforma in richiesta di videogiochi, contrattazioni infinite sul “ancora cinque minuti”. È un problema comune e la soluzione non è facile. Ma se quest’anno provassimo a giocare d’anticipo e arrivare al primo giorno di vacanza con un patto familiare già condiviso?
Perché un patto, e perché adesso
Durante l’anno scolastico la routine fa il lavoro per noi: la sveglia, i compiti, lo sport, la cena, il sonno. D’estate quella struttura si dissolve, e nel vuoto è facile che si infilino abitudini che a settembre faremo fatica a sradicare: la TV durante i pasti, le ore davanti ai videogiochi “perché tanto è vacanza”. Costruire un patto prima che inizino le vacanze, e costruirlo insieme ai figli, potrebbe darci una mano a cambiare la dinamica: un accordo ampiamente discusso prima che il problema emerga.
E attenzione: il patto vale anche nelle famiglie in cui i bambini non hanno ancora un telefono personale. Perché gli schermi in casa sono tanti, e la richiesta di stare attaccati a uno qualsiasi di essi prima o poi potrebbe arrivare.
Cosa mettere nel patto
Il tempo analogico viene prima. Capovolgere la logica del “se fai i compiti puoi usare il tablet” in qualcosa di più sano: la giornata si costruisce attorno a ciò che si fa senza schermi come un’uscita in bici, un fumetto, una mano data in cucina, un pomeriggio con gli amici al parco, e il tempo digitale arriva dopo, come una delle tante cose possibili, non come la ricompensa per tutto il resto.
Spazio per la noia. Sembra controintuitivo metterla in un patto, ma è forse il punto più importante. La noia estiva è una risorsa preziosa: è dentro quei pomeriggi vuoti che i bambini inventano giochi, leggono il libro che nessuno gli aveva consigliato, scoprono cosa gli piace fare quando nessuno gli dice cosa fare. Resistere alla tentazione di riempire ogni minuto con un centro estivo, con un’attività, con uno schermo è uno dei regali più grandi che possiamo fare.
Se gli schermi ci sono, usiamoli bene. Per le famiglie in cui il telefono o il tablet già circolano, l’estate è l’occasione per ricordare che possono essere strumenti e non solo intrattenimento passivo: la macchina fotografica per documentare un’escursione, l’app delle mappe per orientarsi in un borgo, una videochiamata con gli amici lontani.
In conclusione
Il patto estivo è una conversazione che si apre a giugno e si tiene viva fino a settembre, con la disponibilità a rinegoziare quando serve. L’obiettivo è aiutare i ragazzi ad arrivare al rientro a scuola con un’estate vera alle spalle fatta di noia, di amici, di sole, di qualche schermo anche, ma non solo di quello.
Educare al digitale è un percorso lungo, fatto di piccole scelte quotidiane. Su Instagram lo affrontiamo insieme ad altri genitori: ti aspettiamo!



